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A Leopardi

A Leopardi,
poeta desolato
sepolto
in un borgo selvatico.
Lontano dagli sguardi;
grande cultore e d erudito
signore di se stesso e del suo
genio;
capace di trovare parole,
laddove non c'erano
per nessun altro,
osservando la natura,
e le cose,
con attenzione certosina
e feconda.
Curvo nelle sue carte,
perduto al mondo e a se stesso,
vita negata,
relegata
tra le carte e i testi
e tomi
della biblioteca,
il suo mondo.
Lì serrato, segregato
In perenni ed inconsolabili
Solitudini,
malvisto,
a volte incompreso;
eppur grande e
irraggiungibile
nel dolore suo,
suo unico amico e
compagno.
Anima vagante e persa,
senza ristori,
senza conforto.
Difficile da capire, e mai capito
Dai suoi conterranei.
La sua solitudine grande,
come la sua afflizione;
e il cercar di fuggire,
e poi tornare,
fino all'addio a Recanati,
posto di crudeli ed infimi,che mai
compresero,
il grande tra loro.
Leopardi col suo sguardo triste,
l'incarnante
del travaglio del poeta,
spesso in attrito col mondo,
e sempre solo, con le sue
idee e i suoi tormenti;
inseguendo il pensiero suo,
segreto e sofferto;
gioia per i lettori.
Poeta fatto di pena e di abbandono;
grande, fra tanti piccoli.



Stefano Medel


Scheda Personale di Stefano Medel

Poesie Inedite di Stefano Medel:

007 Bond

007
agente speciale,
segugio da riporto
di sua maestà;
impeccabile,
nelle sue giacche,
look e self control,
inseparabile walter ppk;
a bordo di macchine da sogno,
ragazze Bond favolose;
in giro per il mondo,
eterno nomade dell'avventura;
che ti fa sognare viaggi,
incredibili posti
nel centro del tuo cuore;
i viaggi che non hai mai fatto, i posti,
dove non sei mai andato;
Bond, riesce a fare tutto,
il mito di chi vince sempre;
uomo dall'energia infinita,
inesauribili risorse;
la vittoria
per il rotto della cuffia;
non sbaglia mai,
non ha dubbi;
non è umano,
un essere di un'utopia;
un mondo tutto suo,
dove si è vincenti e basta;
così lontano dal mondo reale,
fato di piccole vittorie
e molti guai.

Amazzonia

Giungla amazzonica,
come fare un viaggio
a ritroso,
ritornare sui propri passi,
verso
la giovinezza delal terra;
liane rampicanti,
felci,
piante grasse,
arbusti,
dove il sole si fa strada a stento;
il frinire di insetti,
e lungo la foresta vergine,
i corsi dei fiumi i vari rio
di laggiù,
là dove la natura domina incontaminata;
acque paludose e stagnate,
salmastre,
con mille insidie e pericoli,
la giungla, capace di ammazzare in tanti modi;
e da qualche parte,
l'anaconda,
in agguato,
dove la civiltà non arriva,
e c'è solo il silenzio della foresta.

Stefano Medel