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DADA E SURREALISMO RISCOPERTI
Inserito il 15 dicembre 2009 alle 12:43:00 da IlSilenzio. IT - Recensioni Mostre d'Arte
Indirizzo sito : Comunicareorganizzando
Al Complesso del Vittoriano
fino al 07/02/2010
a Roma.

Istruzioni per l’uso, ovvero introduzione di Arturo Schwarz

(estratto da Storia e Filosofia della vita di dadaisti e surrealisti)

Parliamo di “riscoperta” perché la maggior parte delle mostre dedicate a questi due movimenti si sono limitate, quasi sempre , a presentare i protagonisti più conosciuti, dimenticando quelli – e furono numerosi e non di minor importanza storica – che vi militarono, contribuendo decisamente a precisarne l’etica e l’estetica.
Il rapporto tra questi due movimenti fu sia di continuità sia di rottura. Continuità perché entrambi non si limitarono a essere una mera corrente artistica, ma proposero invece anche una filosofia della vita. Di rottura perché la filosofia della vita che li animava fu totalmente diversa. Il titolo di questa mostra avrebbe anche potuto essere: “Dadaismo e Surrealismo: nichilismo ed engagement”. Infatti nulla definisce meglio il loro spirito quanto questi due qualificativi: Dada fu una rivolta per la rivolta senza secondi fini, e quindi senza, nella maggioranza dei casi come preciserò più avanti, alcuna ambizione di carattere etico o estetico. Nichilisti convinti, i dadaisti partivano dalla tabula rasa per negare in modo radicale tutti i valori. Il terzo capitolo di questo saggio, la Cronologia Dada, dimostra ampiamente quanto ora affermato.
Il Surrealismo, invece, nacque e si sviluppò sotto il segno dell’engagement, altrettanto radicale, e a tutti i livelli. Anzitutto a quello etico e politico nel senso più esteso del termine, implicando quindi una volontà di rinnovamento – anzi di una vera e propria palingenesi – che non conosceva mezze misure, come si evince dai capitoli Prima fase dell’avventura surrealista e L’Attività politica. La nostra mostra ha anche l’ambizione di illustrare e confermare queste premesse, il suo pregio è di offrire una panoramica, probabilmente unica per la completezza (quasi settecento le opere esposte) e la loro qualità (provengono dai maggiori musei e dai più selettivi collezionisti) dei soli due movimenti artistici delle avanguardie storiche che, oggi più che mai, hanno conservato la loro attualità e la loro carica eversiva. A proposito del tentativo di presentare un panorama della dimensione estetica di questi due movimenti, duole ammettere che sono assenti alcuni capolavori – come sempre succede quando l’ambizione del curatore è così esigente – particolarmente significativi, ma gli ostacoli, in alcuni casi, sono stati insormontabili: l’opera richiesta era impegnata in un’altra mostra oppure era troppo fragile per essere spostata. In compenso, il visitatore scoprirà molti protagonisti ingiustamente dimenticati o trascurati (sono duecento gli artisti che presentiamo). Dada e il Surrealismo sono molto più ricchi di quanto molte mostre – che si limitano a esporre solo i nomi più noti – lasciano supporre. Spero quindi che il piacere di scoprire tanti artisti “nuovi” compenserà, penso ampiamente, le inevitabili lacune. [...]

[Tratto da http://www.comunicareorganizzando.it]

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