Insolite gocce d'anima dispersa, sfuggite ai lumi della ragionevolezza.
Rubano spazi alle rocce fredde, riscaldando il lago raccolto nell'alveo delle pietre lucenti.
Alcune gocce scivolano come miti riflessi di luna laddove io apro le mani al buio.
Le trattengo, mescolandole alle mie lacrime.
Distilla il senso della mancanza.
Occhi perduti nella meraviglia
Esser mare di crude passioni, ardenti e gelide, folli e audaci,
che si offrono a inconsapevoli terre.
Esser un'onda di ripetuti vortici che rapidi si aprono alla spietatezza del tuo volere.
Esser un'onda che si eleva, si gonfia e poi si spande, oscura e silente.
Occhi perduti nella meraviglia.
Le nostre carni, nude e vibranti, come acque fresche e palpitanti scorrono.
Brevi parole sommesse che non riesco a contenere, sussurrate come gocce leggere e minute.
La mia anima geme, aggrappandosi alle tue forme, la tua anima mi scruta dentro,
contraendosi e affondando, come il mare quando strappa vita all'arenile o gliela restituisce.
Onde che sfidano i corpi increspandone i tratti con nuove vibrazioni.
Mutano prodigiosamente in lingue di fiamma, che si lambiscono a vicenda, costringendo le anime a sciogliersi.
Con i palmi aperti delle mani
accarezzo le resine
che impregnano le dita delle loro essenze.
Con le mani
Sgorgano dalla ruvida scorza degli anni
sino a me e alle radici del tempo.
Nello scorrere s'induriscono
abbandonandosi all'aria sferzante,
ma senza perdere nulla del loro dolce effluvio.
Nella loro dolcezza riscopro la mia intimitą,
la morbidezza delle sensazioni,
che sconfiggono la ruviditą degli eventi.
Il cuore della Natura sussurra il mio nome,
mescolandolo ad ogni sua foglia e petalo,
in quel momento complice.