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EMILY DICKINSON
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La speranza è un essere piumato
La speranza è un essere piumato
che si posa sull'anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l'armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l'uccellino
che ha consolato tanti.
L'ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola - a me.
Per un istante d'estasi
Per un istante d'estasi
Noi paghiamo in angoscia
Una misura esatta e trepidante,
Proporzionata all'estasi.
Per un'ora diletta
Compensi amari d'anni,
Centesimi strappati con dolore,
Scrigni pieni di lacrime.
Autunno
Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch'io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.
Cuore lo dimenticheremo!
Cuore lo dimenticheremo!
Tu e io stanotte!
Tu dimentica il calore che ti ha dato,
io scorderò la luce!
Quando avrai finito, te ne prego,
dimmelo, così che io cominci!
Presto, presto! Potrei pensare a lui
mentre tu perdi tempo!
Confusa solo per un giorno o due
Confusa solo per un giorno o due
imbarazzata - ma non spaventata -
camminando nel mio giardino, incontro
una ragazza del tutto inaspettata.
Fa un cenno, ed appaiono foreste -
ogni cosa comincia ad un suo invito.
In un tale paese certamente
io non sono mai stata.
Portare la nostra parte di notte
Portare la nostra parte di notte,
la nostra parte di mattino.
Di immensa gioia riempire il nostro spazio,
il nostro spazio riempire di disprezzo.
Qui una stella, là un'altra stella.
Qualcuno smarrisce la via!
Qui una nebbia, là un'altra nebbia.
Poi, il giorno!
I miei fiori son per i prigionieri
I miei fiori son per i prigionieri,
Occhi velati dalla lunga attesa,
Dita cui fu negato cogliere,
Pazienti fino al Paradiso.
Per questi, se potranno sussurrare
Dell'alba e di brughiere,
Non hanno altro messaggio,
E non ho altra preghiera.
Che sia l'amore tutto ciò che esiste
Che sia l'amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell'amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.
Conosco vite della cui mancanza
Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto -
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.
Sono scarse di numero - queste ultime -
appena due in tutto -
le prime molto di più di un orizzonte
di moscerini.
Mio - per diritto della bianca elezione!
Mio - per diritto della bianca elezione!
Mio - per sigillo regale!
Mio - per segno della rossa prigione
che le sbarre non potranno occultare!
Mio - qui - nella visione e nel divieto!
Mio - per l'annullamento della tomba -
intestato e ratificato -
delirante contratto!
Mio - nel trascorrere dei secoli.
Le cortesie più piccole
Le cortesie più piccole
- un fiore o un libro -
piantano sorrisi come semi
che germogliano nel buio.
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Sezione dedicata
alla Letteratura Femminile.
Biografia:
Nasce a Amherst (Massachusset), piccolo centro puritano il 10 dicembre 1830, muore ivi il 15 maggio 1886.
Trascorre tutta la vita nel paese natale, in pressoché completo isolamento culturale, se si esclude il notevole
epistolario. Di carattere fiero ed indipendente non accetta l'imposizione paterna a sospendere gli studi
e prosegue a casa da autodidatta.
Nel 1858 entra in amicizia con Samuel Bowles, direttore dello
Springfiel Daily Republican giornale su cui appariranno (a partire dal 1861) alcune sue poesie.
Il 1860 è l'anno del massimo fulgore poetico, scriverà 365 liriche in parte ispirate dall'amore,
mai corrisposto per Bowles. Nello stesso anno avvia una corrispondenza con lo scrittore scrittore
Thomas W. Higginson, a cui si affida per un giudizio letterario: egli rimarrà impressionato
dall'eccezionalità dello spirito,dell'intelligenza e del genio della poetessa, pur ritenendo
"impubblicabili" le sue opere. Verso il 1870 Emily prende la decisione di autorecludersi.
Il resto della sua vita sarà segnato dall'amore, l'unico corrisposto, per l'anziano giudice Otis Lord,
che morirà nel 1884, e da una serie di tragedie famigliari, tra cui la morte della madre (1882) e
dell'amato nipote Gilbert (1883).
Le sue 1775 poesie, che ebbero un'edizione critica solo nel 1955 (vennero stampate post-mortem
in versione "edulcorata", solo sette fra loro erano apparse quando la scrittrice era in vita),
ne fanno una delle voci più significative della letteratura americana.
La riflessione sui grandi temi dell'amore, della morte, della natura, di Dio, si sviluppa
con accenti fortemente metafisici nella ricerca di un possibile equilibrio tra eternità
e contingenza, tra immortalità e disfacimento, tra individualismo e puritanesimo,
e trova forme metriche, sintattiche e ritmiche inusuali e trasgressivamente libere.
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