Tristezza della Luna

Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d'addormirsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell'azzurro come fiori in boccio.

Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,

accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.

Charles Baudelaire



Difronte alla luna

Io avanzo a spirale verso la spina dorsale del mondo.

Nella solitudine più inquietante del sangue,
difronte alla grande luna,
stabilisco l'immortale forma del verso.

Dell'anima tutto è il principio,
l'esagramma celeste,
la consunta etica del caso.

Oh!, lo sguardo infuriato!!
Oh!, l'oscura meta elementare!!

Soffoco la calura negli odori delle fibre vegetali.

Tra non molto,
sulle bacche dell'aurora nascente,
il mondo minerale declamerà l'assoluto disordine.

Non mi muoverò più da questi luoghi,
né da quegli altri sogni che sognai nell'orto
pagano di Eraclito,

né dalla sfera mobile di questo quarto di cielo,
il cielo che in una sera al crepuscolo
qualcuno chiamò t'ien.
Mi immergo in una sostanza cieca come la luna.

Giovanni Capogna

 


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RIME ANTICHE:

Tramontata è la luna

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

Saffo

DIPINTI:


'Allucinazione parziale' di Dalì



'Architettura surrealista' di Dalì


'Archittetura e calligrafia catastrofiforme' di Dalì



Alla Luna O graziosa luna,
io mi rammento Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:

E tu pendevi allor su quella selva Siccome or fai, che tutta la rischiari.

Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio,
alle mie luci Il tuo volto apparia,
che travagliosa Era mia vita:

ed è, nè cangia stile O mia diletta luna.

E pur mi giova La ricordanza,
e il noverar l'etate Del mio dolore.

Oh come grato occorre Nel tempo giovanil,
quando ancor lungo La speme
e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

Giacomo Leopardi




'Spagna' di Dalì