Poesia Femminile del Novecento
(Sulla Luna)

Leighton

Else Lasker-Schuler
(1869-1945)

Te solo

In una cinta di nuvole il cielo
porta la curva luna.
Sotto l'icona-falce
nella tua mano voglio riposare.
Il mio volere dev'essere sempre
quello della tempesta-sono un mare
senza riva.
Pure dacche' tu cerchi
le mie conchiglie,
il cuore mi risplende.
Giace
sul mio fondo, incantato.
Forse e' il mondo il mio cuore,
bussa
E te solo ormai cerca
Come devo chiamarti?


Tove Ditlevsen
(1918-1976)

Ed era una notte come questa

Ed era una notte come questa
e nordica e lontana e giovane
e fuori le stelle cosi' sagge
e la luna era gialla e grave.
E lui era il primo di tutti.
Quanti venivano dopo di lui?
Piegai il capo sotto il suo sguardo,
confusa di giubilo e di vergogna.
E cento romanzi di fanciulla
celai nel mio grembo serrato:
cosi' essi scordarono il tempo, cosi' scordarono il luogo,
e il peccato era nero e dolce.
E il cuore era cheto e timoroso,
e i venti se ne stavano miti,
e ogni piccola foglia e ogni piccolo filo d'erba
fremeva assai poco.
Ma il freddo scivolo' muto attraverso il bosco,
e i venti soffiarono di nuovo.
Cosi' essi scordarono il tempo, cosi' scordarono il luogo.
Lei trovo' poi un altro amico.
Presso l'uno o presso l'altro io rimasi,
come spesso succede.
Il mio cuore giace sulla pubblica via,
e piu' non l'uso.
Era una notte come questa,
ed io avevo appena diciassette anni...
giacciono ancora sull'erba alta
i cocci rossi del mio amore?
Inginocchiati pero' davanti alla mia giovinezza,
che vive nella notte
tanto breve come un gioco di farfalla
e baciami e amami e gettami via
tra i fiori rovinati sulla tua strada.
Ho amato un uomo con un cuore come il tuo,
per questo so un po' piu' di te,
e tremo d'angoscia per il potere di quella donna
che non e' ancora nata.


Alfonsina Storni
(1892-1938)

Luna d'autunno sul mare

Piccola,
pulcino neonato,
tiepida di calugine dorata,
non fuggire.

Di te, piccola cosa gialla
che sbiadisce sul mare,
si allieta la carne
azzurra del cielo.

Ti fai male andando
dietro a una stella
fra boschi di nubi candide,
e non guardi il mio corpo
ritto su di una nave,
nera,
che cerca
la nera linea della terra.

Mi staresti nelle mani,
luminoso pulcino;
nelle mani
morte oramai
per le carezze umane.

Solo per te
le mie dita s'aprirebbero,
soavi,
sulla tua tiepida peluria,
o luna gialla...

No, non correre!
Un sarmento e' il mio corpo,
bruno e secco,
infisso nel freddo,
fiore del mare
al cui fondo di ghiaccio
smeraldino
anela.

No, non correre...
Sul mio cuore
potresti muovere
la tua ultima danza
e spegnerti con me,
luna d'autunno...