"Rime Noir":

Lontano da me

Fernando Pessoa

Lontano da me in me esisto
fuori da chi io sono,
l’ombra e il movimento in cui consisto.

Furtiva mano di un fantasma occulto

Fernando Pessoa

Furtiva mano di un fantasma occulto
fra le pieghe del buio e del torpore
mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore
notturno non trovo gesto o volto.
Un antico terrore, che insepolto
porto nel petto, come da un trono
scende sopra di me senza perdono,
mi fa suo servo senza cenno o insulto.
E sento la mia vita di repente
legata con un filo di Incosciente
a ignota mano diretta nell’ignoto.
Sento che niente sono, se non l’ombra
Di un volto imperscrutabile nell’ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.

[Rime Scelte]
Vanità dei sogni, più terribile

Juan Ramon Jimenez

Vanità dei sogni, più terribile
di quella della verità!

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Altre Rime:


Gazzella della morte oscura

Federico Garcia Lorca

Voglio dormire il sonno delle mele,
allontanarmi dal tumulto dei cimiteri.
Voglio dormire il sonno di quel bimbo
che voleva tagliarsi il cuore in alto mare.
Non voglio che mi ripetano che i morti non perdono sangue;
che la bocca marcita continua a chiedere acqua.
[ Non voglio saperne dei martirii che l'erba produce
né della luna con bocca di serpente
che lavora prima dell'alba.
Voglio dormire un momento,
un momento, un minuto, un secolo;
ma tutti sappiano che non sono morto;
che c'è una stalla d'oro sulle mie labbra;
che sono il piccolo amico del vento occidentale;
che sono l'ombra immensa delle mie lacrime.
Coprimi nell'aurora con un velo,
perché essa mi getterà manciate di formiche,
e bagna con acqua dura le mie scarpe
affinché sia elusa la pinza del suo scorpione.
Perché voglio dormire il sonno delle mele
per apprendere un pianto che mi purifichi dalla terra;
perché voglio vivere con quel bimbo oscuro
che voleva tagliarsi il cuore in alto mare.

A un esile vento

Dylan Thomas

Crisolito il tuo passo,
e su gemmato stagno
pallido strale di lunaria su una stillata cadenza,
simile a pioggia frammentaria
scossa come seta da rami squamati di stelle.
Ogni nota del tuo canto oscuro
è un petalo dal fiato delicato
ed è azzurra;
e più bella del volo delle foglie che cadono.

Cuore nuovo

Federico Garcia Lorca

Il mio cuore come una serpe
si è spogliato della sua pelle
e la tengo fra le mie dita
piena di ferite e di miele.

I pensieri annidati
nelle tue rughe, dove sono?
Dove le rose che profumavano
di Gesucristo e di Satana?

Povero involucro che opprimevi
la mia stella fantastica!
Grigia pergamena indolenzita
di ciò che volli e ora non amo più.

Vedo in te embrioni di scienze,
mummie di versi e scheletri
di antiche mie innocenze
e di miei romantici segreti.

Ti appenderò ai muri
del mio museo sentimentale,
vicino ai gelidi e oscuri
gigli dormienti del muio male?

O ti metterò sopra I pini
-libro dolente del mio amore-
perché tu conosca I trilli
dell'usignolo all'alba?

Al Silenzio:

All'Indice:
I Fiori del Male

Notturno

Juan Ramon Jimenez

Ti bacerò nel buio,
senza che il mio corpo tocchi
il tuo corpo.
Abbasserò le tende,
ché neanche la nebbia entri
dal cielo.
Ché nella morte assoluta
di tutto, esista solo,
nuovo mondo, il mio bacio.