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[Editoriale Mensile del Silenzio
su Cultura, Costume e Società]
SILENEWS
I NEW ORDER: Nuovo CD!!!
ROMA - Il loro nuovo album si intitola Waiting for the sirens' call e arriva a celebrare venticinque anni
della loro vita musicale.
In realtà Peter Hook, Bernard Sumner e Stephen Morris sono insieme da qualche anno in più, dal 1977,
quando con il nome di Joy Division, assieme al cantante Ian Curtis, erano i "principi" del dark inglese.
Ian Curtis morì suicida, venticinque anni fa, loro si trasformarono in New Order e diventarono una delle band di
maggior successo degli anni Ottanta.

Poi una lunga crisi, la "reunion" nel 1999, ed oggi questo nuovo disco, un piccolo manuale del suono britannico
e della musica della band. Con un nuovo componente, Phil Cunningham, e una novità, una "solarità", un'"allegria"
che suona inedita.
I FARABRUTTO:
Alzare La Voce (FREECOM)

I Farabrutto nascono a Verona. Luca Zenevio (voce e chitarra acustica), Nicolò Sorgato (mandolino e noises)
e il batterista Francesco "Sbibu" Sguazzabia (già al fianco di Billy Cobham, del conterraneo Massimo Bubola
e di Luciano Berio) coinvolgono il chitarrista elettrico Enrico Terragnoli, musicista già apprezzato nella scena jazz
americana.
Alzare la Voce contiene dieci tracce, tutte prodotte ed arrangiate dai quattro componenti secondo
una filosofia di lavoro che ricorda i gruppi degli anni '70. Ma allo stesso tempo dentro alle loro canzoni
c'è la freschezza di una band dei nostri giorni. I ritmi e le chitarre ricordano Robert Fripp
e i suoi King Crimson, specie quelli di Thela hum ginjeet.
A tratti emerge anche un esercizio, discreto, del synth programming che completa l'assortimento sonoro
della band veneta. Il risultato è quanto di più abrasivo e insolito ci sia nell'indie rock di casa nostra.
Il disco, va da sé, suona indissolubilmente acido e melodico. E' una particolare commistione di rock,
spunti popolari e rade accentazioni jazz, simile a un fiume carsico che ogni tanto emerge alla luce del sole.
Un impasto di terra e cielo.
I testi ritraggono un'umanità sdegnata, rabbiosa, insofferente nei confronti
delle miserie dei tempi e delle autorità. Ma è una rabbia che non viene mai urlata.
Ad alzare la voce, come da titolo, è semmai la musica.
[tratto da La Stampa]
Track-list
01. Vita migliore
02. Cercami
03. Farabrutto
04. Eternamente
05. Odio
06. Simona
07. Lasciatemi stare qua dentro
08. Fai passare
09. Alzare la voce
10. Il crimine
MOSTRA D'ARTE A TORINO:
Il Male - Esercizi di pittura crudele
Spesso, nelle rappresentazioni di pittura religiosa rabbiosi graffi, indifferenti al rispetto per l'opera d'arte,
cancellano le inquietanti presenze di demoni, cattivi e maligni. Il devoto esorcizza il Male, ne avverte la presenza.
Da questo avvertimento del Male, parte l'idea di una mostra, che, attraverso notevoli esempi, cerca nella pittura
europea le tracce, anche inconsce oltre che esplicite, di crudeltà, di sadismo, d'immagine negativa o devastata
dell'uomo.

Si intende far affiorare i sintomi e le manifestazioni di questa atmosfera stregata e affascinante, rimossa,
fatta di turbamenti e atti peccaminosi, in una rassegna di opere pertinenti e straordinari capolavori.
Come nel ritratto attribuito ad Antonello da Messina a Palazzo Madama, a Torino, dove si avverte la furbizia,
l'inganno, l'inclinazione alla frode che ne fanno un modello negativo.
La mostra una sorta di ritratto di Dorian Gray della pittura, esplora, attraverso una selezione puntuale di
opere d'arte di pregio, le tracce, esplicite o meno, di crudeltà e sadismo, proiettando un'immagine negativa
o devastata dell'uomo. Dalle teste mozze alle "Vanitas", simbolo della caducità umana, dalle "Meduse" alle
efferatezze dei carnefici, che strappano la pelle.
Il percorso attraverso le immagini del Male inizia, al principio del Quattrocento, quando nell'arte appare
l'individuo con le sue contraddizioni nei ritratti fiamminghi e in Italia con Antonello da Messina.
Nell'immaginario medioevale appaiono demoni, mostri,
che popolano un inferno dove i dannati espiano i loro peccati.
Tra le testimonianze di questo spirito spiccano, nel Quattrocento, i dipinti di Giovanni Bellini, Beato Angelico,
nel Cinquecento le opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, nel Seicento le straordinarie "Meduse" di Caravaggio e Rubens,
nel Settecento, dipinti di Francisco Goya e Fussli, nell'Ottocento Pellizza da Volpedo.
Il Novecento, con Freud, età della proiezione di incubi e sogni, dell'interpretazione di ansie ed inquietudini,
si rispecchia nelle opere di grandi maestri come Otto Dix, de Chirico, Viani, Sironi, Munch, Balthus.
La mostra, ideata e curata da Vittorio Sgarbi, è promossa dalla Città di Torino con la partecipazione
della Regione Piemonte e organizzata dall' associazione culturale Tekne.
[Selezionato dal Sito Ufficiale del Comune di Torino]

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