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[Editoriale Mensile del Silenzio
su Cultura, Costume e Società]
SILENEWS
OASIS: Don't believe the truth.

La Mia Recensione
Mai avrei detto che mi sarei cimentata in una recensione sugli Oasis, gruppo di cui ho sempre apprezzato la preparazione
musicale e compositiva di Noel Gallagher, meno i toni spocchiosi del fratello e nel corso degli undici anni di musica la
scarsa propensione di quest'ultimo ad aver un atteggiamento ALMENO RASENTE la simpatia.
Undici anni fa appariva questo gruppo proveniente da Manchester e inneggiante, in musicalità e stile, agli intramontabili
Scarafaggi di Liverpool. Questo, nel corso degli anni, mi era bastato per sentire pressocchè nullo il desiderio di seguirne il cammino.
Tuttavia, pur nella totale e voluta distrazione, qualcosa ogni tanto mi passava all'orecchio e nonostante l'istintuale repulsione
devo dire che mi attirava abbastanza.
"Don't believe the truth" è la loro sesta creatura e il primo disco che ho ascoltato rispetto al loro lavoro ormai decennale.
Il punto di partenza è stato, lo dico sinceramente, il video di "The importance of being idle",
che con la presenza azzeccatissima del cantante degli apprezzabili Super Furry Animals, Rhys Ifans, mi ha letteralmente
trascinata all'ascolto dell'intero disco.
Ricordate il mitico 'Spike' nel film "Notting Hill"? Il coinquilino fuori di testa di H. Grant? In questo video noir
ambientato negli anni '60 è il protagonista indiscusso e il suo inconfondibile stile retrò e fuori le righe
si sposa perfettamente con la ballata scritta dai Gallagher.
Così mi sono abbandonata ad un ascolto più approfondito: ho notato l'inserimento nel gruppo di un nuovo batterista,
Zak Starkey, il cui Dna non smentisce (è figlio, guarda caso, di Ringo Starr); Liam scrive qualche pezzo e davvero
la melodia delle ballate coglie un'energia particolare che sa catturare l'ascolto. Rock graffiante e d'atmosfera,
spesso retrò, che ricorda come sempre i Beatles, ma anche il punk dei Clash e il sound dei Rolling Stones.
A volte è anche bello ricredersi,
Alla prossima MELOMANI!
Cri-..-
Tracklist:
Turn Up The Sun
Mucky Fingers
Lyla
Love Like A Bomb
The Importance Of Being Idle
The Meaning Of Soul
Guess God Thinks I'm Abel
Part Of The Queue
Keep The Dream Alive
A Bell Will Ring
Let There Be Love
La Band:
Voce: LIAM GALLAGHER
Chitarra/voce: NOEL GALLAGHER
Chitarra: GEM ARCHER
Basso: ANDY BELL
Batteria: ZAK STARKEY
Sito Ufficiale:
http://www.oasisinet.com/site.php
MOSTRA DI BERENGO GARDIN
Fino al 18/09/2005

Per la prima volta una mostra di questa ampiezza rende omaggio al genio tranquillo e costante di Gianni Berengo Gardin,
ai suoi 50 anni di fotografia vissuti con l’umiltà e la passione di un grande artigiano. La sua fotografia è
caratterizzata da un intenso umanesimo venato d’ironia; il suo proverbiale understatement che lo protegge da
interpretazioni troppo violente, e il rispetto che dimostra davanti alla realtà, fanno di lui uno dei più originali
cronisti della società contemporanea.
Fotografo dal 1954, Gianni Berengo Gardin è uno degli autori più attivi, prolifici e rappresentativi del panorama
italiano. Ha realizzato innumerevoli reportage, pubblicato oltre 200 libri e realizzato moltissime mostre. Tanti
anche gli importanti premi che hanno consacrato Berengo Gardin a interprete sensibile e partecipe della realtà
italiana. La mostra è allestita presso Forma-Centro Internazionale di Fotografia.
[Tratto da http://www.comune.milano.it]
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